I Atto

I atto: Melancolia

Che cosa ci manca, in questa tristezza bellissima, che cosa ci manca, se non un passato mai avuto? Due donne, due uomini e poi tutto il mondo, come in uno specchio bianchissimo asciugato dal caldo. Gesti inconsapevoli tracciano una presenza senza rimando, che non ha bisogno della rappresentazione. Qui e ora, si disegnano i corpi secondo le infinite direzioni dell’interiorità. È un presente paradossale, che somiglia ad un passato, giacché l’affondo nella memoria è la dinamica attraverso cui si intercetta il tempo della presenza. Il ricordo, in Melancolia, non è un’operazione ordinata ad un fine. L’oggetto della memoria è qualcosa di antichissimo, impossibile da ripetere o da usare. Non vi è fine, ma solo mezzi, che si configurano come radicali interruzioni del tempo: l’ordine cronologico degli accadimenti sprofonda nell’oblio. Lo spazio del ricordo è oblio di se stessi, oblio del dovere, abbandono vita nella vita. Non c’è più io, non c’è volontà o intenzione. Non resta che lasciarsi muovere dal vuoto che si è scoperto, al di là del principio di piacere.

START TYPING AND PRESS ENTER TO SEARCH