III Atto

III Atto (Epilogo): Abbandono

Che cosa ne sappiamo degli abissi, alla fine dei giochi, che cosa possiamo saperne, se non ascoltiamo le voci delle sirene? Sono le sirene a entrare in scena, nell’epilogo. Vi è una nudità dei gesti, quotidiani e al contempo enigmatici, che volano verso il niente con la consistenza di un batter di ciglia. Prende forma così una gioia infera, una vitalità aggressiva, una tragica allegria che guarda il baratro e fa venire voglia di saltarci dentro, per riuscire finalmente a piangere e ridere, per ricordarsi il presente, per essere liberi.

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